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Chi sono


Nicola JevaI primordi.

Nicola Jeva, farmacista, nasce in Umbria, allora il cuore verde d'Italia, nel 1956 da madre umbra e padre pugliese di cui perpetua, dopo una laurea conseguita con 110/110, la tradizione di farmacista preparatore.

La prima gioventù; studente di Farmacia.

Alle lezioni di botanica del prof. Anzalone si innamora, allora pionieristicamente, delle proprietà curative delle piante e passeggiando e viaggiando ne raccoglie e ne archivia a migliaia conservandole e catalogandole con grande pazienza. Molteplici letture tra cui primavera silenziosa di Rachel Carson "in primis" ed alcune poesie degli Indiani d'America, nonchè studi antropologici sui nativi lo fanno appassionare all'idea di una interazione armonica tra uomo e natura. Quest'ultima vissuta con lo stupore e la meraviglia di un bambino per la sua complessità, per tutte le sue epressioni ed i suoi equilibri perfetti,  resi a volte precari dai suoi ospiti recenti.

La fine di un' illusione.

La presa di coscienza che in alcuni movimenti politici il monopolio dell'ambientalismo che si erano arrogato era il più delle volte dichiarato, ma non praticato, non gli permette più di identificarcisi e se ne allontana, come pure dai movimenti fondamentalisti  in cui l'ambientalismo del cuore si traduceva in nichilismo assoluto verso qualsivoglia innovazione, e da quelli dell'ambientalismo salottiero nei cui salotti "per bene" ogni sera "tutt'ora come allora, iniziano e finiscono in" vane chiacchere "i problemi del mondo".

Intorno al 1986 si reca nella foresta tropicale per interessarsi ai suoi equilibri, alla soprendente biodiversità che vi regna ai microclimi che la modulano.

Le scelte.

Oggi, la maggior parte del tempo la trascorre nella farmacia di cui è titolare sita in un paesino dell'Umbria ove in armonia totale con una natura ricca ed incontaminata - si dedica con grande passione alle piante medicinali ed ai loro derivati cercando di farne conoscere con razionalità scientifica le opportunità ed i limiti e nella casa di campagna in cui vive con la propria famiglia alla quale è indissolubilmente legato ed alla quale sempre dovrà riconoscere il merito di averlo incoraggiato e supportato in questo a volte difficile cammino.

Dott. Nicola JevaGli studi.

Un ulteriore approfondimento lo ottiene frequentando e conseguendo brillantemente il diploma di specializzazione triennale in fitoterapia e piante officinali, fitoterapia clinica e piante medicinali ed infine fitoterapia applicata presso l' università statale la Tuscia.

Subito dopo, ritenendo indispensabile, in una ottica più olistica del corpo una integrazione sinergica della fitoterapia con la nutrizione, si perfeziona, conseguendo il diploma di master internazionale presso la università di Ancona in dietetica e nutrizione della durata di due anni e subito dopo un nuovo master più specifico e di approfondimento in nutrizione e dietetica vegetariana  .

Non accetta le rigide sbarre dell'ortodossia nutrizionale tradizionale ed approfondisce la stessa disciplina cercando una visione dagli orizzonti più ampi e più consona alla propria idea di ricerca di un equilibrio più stabile e sincero tra uomo e natura.

Programmi:

Attualmente è indirizzato verso un nuovo master  in dietetica dello sport e metereologia medica, inoltre , sta preparando un libro sulla biodisponibilità dei medicamenti e dei fitocomplessi con cenni di cronofarmacologia ed inoltre sta cercando di creare una equipe di farmacisti e medici e/o botanici magrebini per studiare la tradizione fitoterapica del Marocco e a Cuba dove vi è una tradizione fitoterapica cosa questa peraltro molto difficoltosa per la pesante burocrazia . 

Ripensare un sistema.

La consapevolezza che l'uomo debba salvare la natura per salvare "se stesso e le future generazioni " lo porta a cercare con determinazione e caparbietà le interazioni tra nutrizione, uomo e natura e stabilire un punto di equilibrio :

L'ecobionutrizione ovvero quella scienza che  permette ad entrambi di camminare mano nella mano, amandosi , rispettandosi.

Non vi è certo la utopica presunzione di una panacea che guarisca il pianeta perchè il rapporto con la madre terra sovrapopolata e iper-sfruttata  è complesso e variegato; è per questi motivi che ha cercato con grande onestà di occuparsene, sperando di dare degli "input" e seminare oggi sperando nel buon raccolto del domani, affidandosi all'auspicio che le generazioni a venire abbiano una più spiccata sensibilità nei confronti del pianeta che ci ospita tutti e che la rozzezza abbietta di taluni uomini di oggi non sia causa della  morte delle generazioni di domani. ( guarda il caso Obama ; i suoi tanti bei propositi per le fonti energetiche alternative sbarrati e ritardati dai molteplici ricorsi delle multinazionali ) . Inoltre il divario tra ricchezza e povertà che in futuro dovra essere risolto se si vorrà mantenere la pace come l'organizzazione della società per la quale va cercato un modello più umano ed antropocentrico che sostituisca il CAPITALISMO.

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Ultimo aggiornamento: 17:15 - 06/08/2018
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