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Alimentazione ieri, oggi, domani

Alimentazione ieri, oggi, domani


ECOBIONUTRIZIONE | 19/01/2016

In questo settore vogliamo trattare alcuni aspetti storici della alimentazione,nonché compiere una breve analisi per osservare quanto i gusti e le scelte del "cibo" siano condizionati/e da ragioni sociologiche,antropologiche e psicologiche legate in ogni momento alla interazione io-ambiente (questo ultimo nella accezione di periodo storico, società, etnia, condizione di vita, condizione economica,clima ,ecc.).

Quindi la scelta del cibo che apparentemente sembra un atto semplice quasi insulso e privo di significati profondi, diventa in questa ottica olistica una azione complessa e ricca di motivazioni multisensoriali e multifattoriali. Alcuni cibi giudicati leccornie dai nostri predecessori al nostro gusto risulterebbero vomitevoli, alcune abitudini alimentari di certe etnie africane sarebbero per noi inaccettabili, come ad esempio il rifiuto (etico) di cibarsi di carne (frutto del sacrificio di una vittima) da parte di alcuni, è atto inaccettabile dai più. Dai banchetti trimalchionici dove ostentazione, crapuloneria, ingordigia portano addirittura riferisce Seneca "a svuotare lo stomaco" per cominciare daccapo, all'austerità ed alla frugalità di Francesco D'Assisi poi divenuto santo per il quale il cibo dopo la "scelta" divenne solo mezzo per far sopravvivere il corpo.

La nostra modesta esposizione non vuole essere un trattato di storia delle tendenze alimentari nel tempo, bensì, un cortometraggio che attraverso una serie di "immagini descritte" possa far capire quali e quanti meccanismi anche esterni possano influenzare la scelta di cibo, creando anche in questo settore delle mode, delle tendenze, degli stratus symbol chiaramente a fini meramente commerciali.

Il cibo paradossalmente può essere usato come un'arma per autodistruggersi da coloro che soffrono di disturbi della sfera affettiva: alcuni se ne privano quasi totalmente e/o totalmente sino a che non sopraggiunga la morte, gli altri ne fanno un abuso smoderato talvolta ricorrenndo a teniche artificiali di svuotamento per eliminare quella pienezza che eviterebbe ulteriori assunzioni ansiose, golose, voraci, "perverse".

Si ritiene che tra la paziente anoressica e la paziente bulimica vi sia in comune una preoccupazione smodata, quasi ossessiva per il proprio corpo.

Sociologi e psichiatri hanno sempre cercato la motivazione profonda alla base di simili devianze, in aumento preccupante nelle società " evolute " e pressochè sconosciute nelle società povere , agricole e preindustriali. 

Molto interessante l'interpretazione di Lacan che qui di seguito ,nell'ultimo capitolo, cercheremo di esporre brevemente in maniera semplice sintetica e comprensibile a tutti. 

By Nicola Jeva settembre 2009 


Un po' di storia : dalle civiltà più antiche , ai nostri giorni.

Da sempre il cibo ha costituito un "luogo di aggregazione ".I primi cacciatori difficilmente consumavano da soli la preda.Si aggregavano strappando la carne coni denti ;ciascuno una parte dell'animale ma insieme.

La scoperta del fuoco porto' ad una collaborazione ancora maggiore tra gli individui: accendere il fuoco era impresa davvero ardua e difficile per l'uomo primitivo a volte per giorni e giorni si doveva provare e riprovare : pietre ,paglia e scintillla non erano un evento certo ! Spesso infatti il fuoco si manteneva acceso ininterrottamente per paura che si spegnesse e ogni individuo a turno garantiva la sorveglianza e la sopravvivenza della fiammella; Felipe Fernandez Armesto , antropologo riferisce se la memoria non mi tradisce che ancora oggi la conservazione della fiammella vige come abitudine in alcune tribù della Nuova Guinea che vivono come ai tempi dei tempi e probabilmente sono dedite al cannibalismo. 

I greci , facendo un grande salto nella storia ,soprattutto gli isolani , amavano mangiare fichi secchi, formaggio di capra e pane d'orzo, quando pescavano , il pesce veniva avvolto in una foglia di fico condito con spezie locali tra cui predominava il mirto ed il timo ed arrostito .Questo piacevole rito preparatorio culminava a tavola dove come oggi ci si intratteneva e ci si crogiuolava piacevolmente in una empatia crescente volutamente aiutata dalle bevande "fermentate" (Vino , birra , ecc).

Sembra che il vino consumato durante i banchetti dell'antica Roma fosse mescolato con miele e spezie per mascherarne l'acidità ma comunque per noi sarebbe risultato imbevibile. 

Così pure carne e pesce a volte consumati ad un livello di deterioramento tale da risultare immangiabile per i nostri palati. 

Se vogliamo rimanere ai nostri giorni alcuni alimenti giudicati leccornie presso alcune etnie sarebbero ripugnanti per i nostri palati : il sangue caldo delle giovani vacche transumanti di cui si nutrono e dissetano alcune tribù dell'Africa o tanto per fare un esempio gli stomaci delle capre in cui dopo sacrificio dell'animale asportati e riempiti a mo' di contenitore di latte lasciato per giorni fino a coagulazione e poi consumato con grande apprezzamento dei Mongoli della steppa. 

Questi pochi esempi solo per far capire quanto il gusto sia variabile nel tempo e tra etnie diverse. 

I Romani - nelle corti imperiali - al pari degli Egizi erano soliti banchettare per ore e talvolta anche per giorni. In questi banchetti ricchi di commensali , di musicanti , di poeti e "poetanti", di ancelle giovanissime dai corpi meravigliosi ,ci si dilungava ,mangiando, in altre attività .Le portate si succedevano copiose , carni pesci provenienti al pari della frutta da ogni parte dell'impero . Petronio nel Satyricon ci descrive questi banchetti trimalchionici passati alla storia per la ricchezza delle portate e lo sfarzo dell'eccesso: 

Seneca ci riferisce che si abbandonano ad ogni tipo di diletto ed eccesso , mangiano,mangiano,mangiano e bevono copiosamente e poi vomitano per sentirsi di nuovo in grado di mangiare "vomitano per mangiare , mangiano per vomitare". 

Se nelle corti v'era questo sfarzo paradossale tra il popolo carne e pesce erano soltanto un sogno. E questa discriminazione perdurerà sino al medioevo ed oltre l'era romantica sino alla quale carne e pesce rimasero appannaggio dei ricchi .Il popolo si nutriva di cereali focacce di farina,legumi come ceci,fagioli,lenticchie ecc. Questo consumo eccessivo di alimenti proteici e purinici portò però nelle classi abbienti una patologia ricorrente ; la gotta ,denominata anche malattia dell'abbondanza. 

La grande rivoluzione alimentare avviene agli inizio del novecento e durante la rinascita nell'immediato dopoguerra ,periodo durante il quale il grande sogno di ricchezza sembra avere una realizzazione per tutti. 

Il menù casalingo comincia a cambiare e la possibilità di scegliere ciò che mangiare diventa un atto di distinzione , uno "status Symbol " al pari della Vespa e/ o della televisione . L'industrializzazione del settore alimentare cresce in maniera rapida garantendosi affari d'oro . La televisione diventa il mezzo per arrivare nelle case di tutti gli italiani .Attraverso di questa si possono aprire dei varchi nelle antiche abitudini alimentari , e "democratizzare il consumo " introducendo l'abitudine del " pr^et a manger " che come il pr^et a porter " fa del consumatore " un mito della modernità ,un amante del progresso e della modernità un uscito dalla civiltà contadina , dai suoi schemi , dalle sue tradizioni , dalle sue ristrettezze .L'uomo moderno deve comperare ,scegliere ,spendere , evolversi,consumare! 

I messaggi mandati nelle case degli Italiani attraverso la pubblicità sono continui , i prodotti sono tanti utili allettanti... la televisione , la lavatrice , il ferro da stiro ,la vespa, la cinquecento fiat ecc. 

Negli altri paesi si è avuto anche se la nostra analisi è confinata all'Italia una genesi analoga anche se cronologicamente potrebbero esserci differenze di 1 o due decenni.

Ciò riteniamo che sia insignificante ai fini che noi ci siamo preposti e per il tipo di analisi che vogliamo condurre.

Di seguito analizzeremo le abitudini alimentari non tanto come evento storico ma piuttosto come evento sociale cercardo di carpire i molteplici aspetti e le molteplici emozioni coinvolte in questo atto; il mangiare. 

Improvvisamente l'utente si trova innanzi una tale quantità di merci , una tale opulenza da esserene stordito , disorientato , attratto.

Al di la della pura materialità ogni bene incarna un sogno ed il sogno di uno status raggiungibile attraverso il possesso del bene.

Che dice Manzotin alle famiglia italiane ? Cosa e come comunica con esse ? Quali sono i messaggi attraverso i quali penetrare in esse ?

Esaminiamo la pubblicità: una cartolina mamma e due bambini su di una spiaggia a fare un pic nic. Il papà è al lavoro, lontano.

La mamma scrive probabilmente una lettera al marito in questi termini:

"Ciao marito,

...noi tutti bene , tu come stai ? Ti pensiamo spesso...come te la cavi da solo in casa ?Chissa..! Comunque su un punto sono tranquilla :Sul mangiare perche' io so che con te c'è Manzotin. E' il tuo piatto forte ed hai ragione,:è carne appetitosa,nutriente,è quel che ci vuole in questa stagione . Io e i bambini la mangiamo sempre e ne siamo entusiasti... e sì, si mangia bene nei giorni di Manzotin, lo dicono tutti anche qui ! (Ti mando una foto del nostro pic nic sulla spiaggia)."

E' chiaro ciò che si vuole comunicare: carne in scatola ma carne di alta qualità, "appetitosa e nutriente" con un profilo di sicurezza certificato da quanto è scritto in etichetta "carne alla casalinga " e di genuinità assoluta dato quest'ultima caratteristica è sottolineata ed enfatizzata dalla frase che la mamma scrive nella lettera al marito " io e i bambini la mangiamo sempre " quindi è insito che quanto si dà ai bambini è sicuro per cui anche tu che mi ascolti e / o leggi la pubblicità sei invitato a consumarla perchè non può non essere sicura. Inoltre la lettera amorevole scritta al marito viene diffusa attraverso i media ed entra nelle case con la delicatezza di un "segreto " quasi trafugato e qui viene letta apprezzando la dolcezza della moglie che si preoccupa della vita quotidiana del marito e con una certa nostalgia gli comunica la sua tranquillità perche egli ha a casa Manzotin ed allo stesso tempo lo rassicura perchè anch'essi possono godere di ottima tranquillità e serenità in quanto mangiano un cibo sicuro e nutriente e nonchè di alto gradimento... Manzotin è per tutta la famiglia ed appena la si ritrova sullo scaffale del negozio la si compera. 

Anche Simmennthal è un prodotto analogo ed anch'esso viene lanciato attraverso una simpatica campagna pubblicitaria , ma, di tipo diverso .Simmenthal punta sulla modernità. 

Lo slogan recita: "siate modernisti: mangiate più carne , mangiate più simmenthal".

Nota come in questo caso il messaggio pubblicitariovoglia dare da mangiare l'immagine di modernità quale status che si conquista mangiando più carne (il benessere del boum economico che si contrappone alla miseria ed alle ristrettezze del passato) e mangiando quella carne "pronta in scatola con un'anima di modernità". 

Ed ancora "un piatto speciale....per l'uomo dinamico che brucia tante energie". 

La sottigliezza pubblicitaria da carpire: la nichhia di mercato è l'uomo moderno dinamico sempre in movimento contrapposto all'uomo stanziale della civiltà contadina, ma L'uomo che mangia simmenthal conquista ugualmente con questa scleta lo status di uomo moderno . Una scelta di connsumo ti permette di progredire nella scala sociale da arcaico a moderno ,da stanziale a dinamico , da contadino a protagosnista dello sviluppo industriale. 

Le carni sopraelencate hanno un a alta percentuale di gelatina (la gelatina ha un alto contenuto proteico 84% ,un contenuto di sodio considerevole 1,3 gr / 100 grammi di prodotto , un 14% di grassi soprattutto saturi un 3,4 gr. / 100 grammi di colesterolo ed un valore calorico di 354 kcal/100 grammi ). 

I formaggi , la carne soprattutto rossa fresca o in scatola sono viste come ricchezza e benessere .La dieta del passato legumi come ceci , fagioli ,tuberi come patate ,debbono e sono costretti a divenire solo un ricordo del passato ,un ricordo di stenti che si preferisce dimenticare .>Si vive e si vuoile vivere alla luce della modernità dove il consumo e l'accesso ai beni e come una scala a pioli alla quale ci si arrampica ed ogni piolo conquistato porta più vicino alla mèta del benessere che è anche uno "status symbol". 


Come cambia l'idea estetica di uomo e donna: 

Si ritorna ad una certa formosità della donna. Anna Magnani diventa la donna interprete di questo nuovo concetto di prosperosità... Il suo incedere è ondeggiante i glutei vengono fatti ondeggiare con "voluta ed innocente ma sapiente noncuranza, le fattezze del corpo seno compreso sono abbondanti, provocanti, sensuali... il lasciarle intravedere sembra più un atto di libertà che di provocazione ! 

Il cibo e non solo...

IL cibo che crea invidia ...

Carlo Levi 

La Giulia , personaggio di un romanzo di Carlo Levi ,rivolgendosi al suo ospite dice " quanto sei bello , quanto sei bello grasso !(Carlo Levi Cristo si è fermato a Eboli) L'essere grasso qui ,soprattutto qui nel meridionme d'italia come in Oriente d'altronde è un segno di bellezza ,forse anche perchè per raggiungere la grassezza ,generalmente impossibile ai contadini poco nutriti per la faticosa attività che svolgono. Bisogna essere signori, ricchi potenti. ( C. LEVI 1945 adattamento personale ) . 

Corrado Alvaro 

Anche in alcuni personaggi di Corrado Alvaro la grassezza è considerata status di benessere .signorilità , ricchezza ,prestanza fisica potere sociale -. 

George Gissing 

Dello stesso aspetto sempre al sud Italia rimane profondamente colpito Gerge Gissing un viaggiatore di fine ottocento che descrive nel crotonese la contrapposizione tra la plebe affamata ed i sindaci " grassi e rubicondi " . 

Corrado Alvaro 

Per ritornare dopo la breve parentesi a Corrado Alvaro in " Gente d'Aspromonte " Antonello ,ragazzino calabrese vede per la prima volta a casa del signorotto del paese le ciambelle di pane bianco ed il caffè che non aveva mai visto prima d'allora.Stimolato dagli odori e dalla vista gli viene l'acquolina in bocca , ne vorrebbe ma non può,si trattiene , non si azzarda ...

Questa desiderio è da reprimere , da tenere sotto controllo ;quelle ciiambelline diventano un irraggiungibile frutto del suo desiderio ( un pò come la mela di Adamo ed Eva ) .In questa fase egli ragiona tra sè e sè prendendo coscienza del suo stato di povertà , delle continue pprivazioni cui deve sottostare , delle incolmabili distanze sociali tra la vita faticosa degli stenti e la vita oziosa del benessere . La rabbia dell'impotenza ,del non poter far nulla di concreto lo pervade e cosìpure un certo senso d'invidia per quei coloro che possono tutto e che possono permettersi "pure di vezzeggiare il proprio stomaco con "simili leccornie " . E poi ancora tra se e sè loro li vede belli grassi ,in carne e lui invece l'opposto " magro e mingherlino ". 

Marcel proust 

E, di sera , non pranzavano in albergo,dove le lampade elettriche inondando di luce la grande sala da pranzo ,la trasformavano in una sorta d'immenso e meraviglioso acquario che chiamava la popolazione operaia di Balbec ,i pescatori e anche le famiglie piccoloborghesi , invisibili nell'ombra , a schiacciarsi contro la sua parete di vetro per contemplare , lentamente ondeggiante in turbini d'oro , la vita lussuosa di quella gente , per i poveri non meno straordinaria di quella dei molluschi più strani ( una grossa questione sociale : sapere se la parete di vetro proteggerà sempre il festino degli animali meravigliosi ,se l'oscura folla che scruta avidamente nella notte non verrà a coglierli nel loro acquario e a mangiarseli)...

Il cibo che crea compassione...

Fedor Dostojevski 

Nei fratelli Karamazoff di Fedor Dostojevski si assiste alla descrizione di pasti poveri e frugali tra la povera gente , che con aria miserevole e compassionevole autocontempla la propria condizione;la incompiutezza che colpisce lo stomaco alla fine del pasto per la sua eccessiva frugalità... la rassegnazione che porta ad accontentarsi o meglio a doversi necessariamente accontentare...

famiglia a cena Viktoor Ivanov ( famiglia ) Mosca

i mangiatori di patate Van Gogh

Il cibo che divide...

Leo Buscaglia

Leo Buscaglia oggi ordinario di filosofia dell'amore presso una prestigiosa università americana nel libro a lui molto caro dal titolo "papà " (ricordi di suo padre e della sua infanzia ) ci narra quando i coetanei americani a scuola " patatine e Coca " lo deridevano e lo ridicolizzavano per il buo panino mediterraneo che sua madre siciliana gli preparava con amore : a base di olio di oliva, pomodoro e basilico. Quel panino era considerato un cibo da poveracci , da immigrati quali poi essi erano realmente . Pensate quindi quanto pungente fosse quel perfido sarcasmo di quei quattro sciocchi bulleti , compagni di scuola . in un bambino come allora era Leo il primo senso che si avverte è un senso di inadeguatezza , di emarginazione ,direi quasi di inferiorità . Ma il papà era un grande e Leo proprio per questo sempre lo ricorderà.

"Leo non soffrire " e dolcemente gli spiegava che sarebbe dovuto crescere e di derisioni ne avrebbe dovute passare tante , ma che avrebbe già dalla tenera età ,dovuto trovare la forza di crescere mettendo radici salde " come una quercia " . Quelle salutari abitudini siciliane (che oggi ogni nutrizionista invidierebbe ed esporterebbe volentieri oltreoceano affinchè anche i ragazzini delle patatine e coca cola le acquisissero ) non furono cambiate ed il piccolo Leo fu allevato con quegli spuntini favolosi ,sani ,e fuori dalla "norma americana della merenda industriale " .

Benvenga questo atteggiamento dei genitori siciliani di Leo che pur nel rispetto delle altrui identità non sono stati disposti a porsi nel gregge abbandonando la propria leggittima individualità e le proprie leggittime e " rispettabili" tradizioni !

Con il senno del poi, guardiamo quanto nel tempo le tradizioni e la cucina italiana hanno conquistato e fatto successo negli stati uniti ! Le grandi città pullulano di ristoranti italiani che tra l'altro sono anche tra i più ambìti !

Il cibo che unisce...

"L'ultima cena" Leonardo da Vinci 1500

Se non si conoscesse il nome nè il destino di Cristo dopo questa cena ,nè la circostanza che vi fosse un delatore , la si potrebbe definire una cena dove convivialità e comunione di intenti traspaiono nettissimi e colpiscono l'osservatore; il chiaccherare attorno ad una tavola imbandita anche se frugalmente dei discepoli che taluni si scambiano pareri divisi in gruppi , talaltri si rivolgono a Cristo chiedendo addirittura la parola con il dito sollevato,e le espressioni dei commensali tutte interessate, animate, incuriosite, ... solo la figura di Cristo con la sua austerità e l'atteggiamento malinconico ,riflessivo , pensieroso si colloca al di fuori di questa atmosfera conviviale !

Quindi in questo caso ed in altri che esamineremo il cibo diviene un mezzo ,un fulcro di aggregazione , di scambio , di incontro...

La Poetessa Diane Ackerman ha definito il gusto per il cibo come un " senso sociale " proprio per il ruolo che svolge nella socializzazione.

In "A natural History of the senses" spega quanto il mangiare con altri , a tavola , tutti insieme ,comporti una condivisione di esperienze sensoriali miranti ad unire affettuosamente i vari commensali .Una specie dico io della Foscoliana " corrispondenza d'amorosi sensi " .

In molte famiglie oggi si è persa questa abitudine "del riunirsi tutti quanti intorno al desinare " ,sostituita da un disordine ed ad una " presunta autonomia " disaggregante . I fast food , gli sfalsamenti di orario dovuti talvolta al lavoro , la stanchezza , i ritmi ossessivi della vita odierna sono delle forze centripede che tendono a far saltare gli equilibri famigliari. Il riequilibrio di tutti questi parametri è auspicabile anche per rimettere ordine nella successione dei pasti. La regolarità infatti è molto più salutare che la sregolatezza.

Il pranzo dei canottieri ( Renoir )

Tra cibo e bevande ( sicuramente in parte alcoliche ) i commensali sciolgono le proprie ritrosie, chiaccherano allegramente , si offrono , si manifestano , si corteggiano ,tutto in una atmosfera di assoluta informalità , di assoluta libertà , di disinibizione... di sincera confidenzialità. 

La fine di un pasto che ha creato una fusione di intenti . Notate gli sguardi ! Taluni un pò assenti , confusi , altri disinibiti , forse un pò provocanti ! 

H.HEMINGWAY spesso nei suoi romanzi ci descrive con grande "passionalità" alcuni suoi pasti memorabili .Il suo trascinamento verso i " peccati di gola " 

ha in sè una ritualità ed una "sacralità" che ne fanno sempre un atto "appagante ed esaltante con le sue atmosfere cariche di sensualità "gastronomica ". Anche un bicchiere di vino ed un panino mangiato in buona compagnia può diventare una attraente e fascinosa leccornia , rituale , sensuale ,coinvolgente , fonte di un piacere intenso e pregnante... che lo aggrada con un crescendo di eccitazione e soddisfacimento sin quasi ad arrivare ad una estasi orgasmica. 

In compagnia di Scott Fitzgerald al ritorno da Nizza: 

"Cercammo riparo sotto agli alberi,mangiammo le cose fantastiche che ci aveva preparato l'albergo a Lione, un eccellente pollo arrosto tartufato, pane squisito e vino di Macon "

H. Hemingway da festa mobile 

" spesso abboccavano all'amo quei pesci simili alle lasche che si chiamano Goujons.Fritti interi erano squisiti ed io avrei potuto mangiarne un piatto colmo .Erano grassi con la carne dolce ed un sapore ancora migliore di quello delle sardine fresche . 

...Uno dei posti migliori per andare a mangiarli era un ristorante all'aperto sul fiume Bassemedon dove andavamo quando avevamo i soldi per una gita lontana dal quartiere. Si chiamava la Pêche miraculeuse e si beveva uno splendido vino biancouna specie di Muscadet " 

H.Hemingway da festa mobile 

In verdi colline d'Africa ancora una fascinosa descrizione di quelle serate durante le quali ci si concede la giusta conclusione della faticosa giornata di caccia con il quasi obbligato relax di un rituale pasto serale. La tavola sempre opulenta, ben imbandita e ricca di arrosti di carni rare , selvagge e gustose alla quale ci si siede con grande piacere dopo le faticose giornate trascorse nella calura torrida della savana impegnati nelle battute di caccia... sempre con la birra fresca e pregiata fatta spedire dall'europa ,il fresco della sera e il cielo nitido e stellato...

H.Hemingway da verdi colline D'africa 

Tra le tempeste dell'anima e le tempeste della natura Yusuf al fakri che si era ritirato dagli uomini per non averne compreso la sozzura , la bramosia , la rozzezza dell'animo nel suo gradito isolamento ha portato con se cibi da gustare con piacere. 

"Yusuf si alzò , prese due candele , depose davanti a me una brocca colma di vino e un piatto sul quale v'erano pane,formaggio,olive,miele e frutta secca... ad un tratto si alzò da tavola per dirigersi verso il camino dove prese una brocca di rame contenente caffè nero che versò in due tazze... Non ti biasimo mi disse , tu sei uno dei tanti che come tanti pensano che isolarsi dall'umanità significhi isolarsi dalla vita , dalle sue delizie , dalle sue gioie " 

Kalil Gibran Le tempeste ( parte III ) 

In un prossimo futuro 

10.000.000.000. di bocche da sfamare ! 

+ popolazione animale = 24.000.000.000 ventiquattro miliardi animali da allevamento.

Oggi si sa che l'alimentazione dei paesi industrializzati ed emergenti è responsabile di un elevatissimo impatto ambientale dovuto all'eccessivo consumo di carne . In un futuro non lontano bisognerà ripensare le scelte nutrizionali indirizzandole verso un sistema a minor impatto sull'ambiente : frutta , legumi ,verdure ,cereali .di stagione e coltivate nei pressi di chi le consuma-anche in casa e sul balcone.

Grafico: illustra il consumo pro capite di carne per tipo e per nazione.
Il triste primato spetta al Lussemburgo seguito dagli Stati uniti

Questo gioverà all'ambiente ma soprattutto alla nostra salute.

In tutti i paesi industrializzati si ingeriscono troppe proteine di origine animale ( vd . CHINA STUDY ed altri ) ne deriva una profonda e dannosa variazione del PH dei fluidi biologici ed una grande fatica dell'organismo per la ricerca e per la produzione di tamponi di PH al fine di mantenere il PH del sangue tra 7,32 e 7,45 .

Consumando più frutta (non tutta la frutta è alcalinizzante vd. elenco a fine capitolo la dieta mediterranea), verdura soprattutto cruda ,e diminuendo il consumo di carne , pesce e zucchero ( compresi cibi e bevande che lo contengono ) si allegerisce l'organismo da quello sforzo eccessivo di cui sopra .Anche le bevande hanno la loro grande importanza in quanto molte di esse come le cole ed il vino e tante altre usate e consumate abitualmente nel mondo moderno sono fortemente acidificanti. L'organismo risente in maniera negativa di questo carico acido e cerca di neutralizzarlo con ogni mezzo ma con conseguenze devastanti per la salute.

Nella dieta mediterranea vera l'apporto di proteine costituisce solo il 15% dell'apporto calorico totale e parte di esse sono di origine vegetale (legumi ).La quota maggiore è costituita da carboidrati complessi legumi,ortaggi,pasta,pane,pizza il cui apporto calorico deve essere circa il 60% delle calorie totali . Il 20% grassi insaturi come olio di oliva . L'apporto di fibra è molto importante e deve essere 30 - 35 gr./die . 



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Ultimo aggiornamento: 17:15 - 06/08/2018
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