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Ecobionutrizione


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Analisi nutrizionale

Analisi nutrizionale


ECOBIONUTRIZIONE | 20/01/2016
  • Capitolo 1: Concetti generali
  • Capitolo 2: Nutrizione e geni; l'influenza reciproca

Analisi nutrizionale: 

Capitolo 1: Concetti generali

Ognuno dovrebbe essere in grado di sapere approssimativamente se possiede un peso giusto e quindi se è o non è in sovrappeso: 

La regola più semplice è quella che consiste nel dividere il proprio peso epresso in Kilogrammi per il quadrato dell'altezza espressa in metri 

IMC = PESO IN KG / H X H in metri 

il risultato va confrontato con i seguenti dati:

peso  uomo IMC  donna IMC 
ideale  21 - 25  19 - 24 
sovrappeso 25 -30  24 - 28,6 
obesità 30 40 28,7 - 40
obesità grave > 40 > 40 

Ognuno dovrebbe sapere dove maggiormente accumula grasso ed identificarsi quanto più possibile con una mela, una pera, un tronchetto. 

Certo se sei un atleta o un pugile ci vogliono altri parametri per valutare il tuo peso. Ciò che abbiamo menzionato è solo un esercizio per farsi un piccolo conticino da sè e farsi una idea grossolana. Ma non andate oltre, rischiate di fare un pasticcio "profumato "che può portarvi gravi conseguenze!

L'analisi nutrizionale nell'ottica della ecobionutrizione è una valutazione che eseguo su di un diario sul quale chiedo di annotare giorno dopo giorno la cronistoria alimentare (tutto quello che il paziente mangia ed in che quantità, la qualità (di stagione, biologico, integrale, ruspante, allevato, coltivato in proprio, ecc. ecc....) gli orari, il numero di pasti, il modo di mangiare (vorace, svelto, tranquillo, rilassante, rilassato ecc.- ecc....il gradimento comunitario nel caso di famiglie e/o convivenze ecc) . Tanto maggiore è l'intervallo di tempo "raccontato"tanto migliore e fedele sarà il risultato della analisi.

L'ecobionutrizione ha una visione olistica dell'organismo nella sua interezza e nella sua complessità e dell'ambiente che lo ospita. Ognuno nella propria casa cerca di tenere il pozzo da cui attinge l'acqua da bere pulito, ognuno consuma la propria acqua con responsabilità e parsimonia perchè sa che il pozzo potrebbe prosciugarsi. Ogni pozzo ha una certa capacità di attingimento oltre la quale non si può andare. Così è la terra, e così dovrebbe essere ogni uomo.

Oggi drammaticamnte consumiamo le risorse della terra con una velocità molto maggiore rispetto alla loro capacità di riprodursi: tutte le risorse tendono alla fine! Non è allarmismo ma è un dato scientifico e reale sul quale si sta discutendo a livello mondiale. Per salvare il pianeta serve una inversione di rotta, ma i colossi economici che pensano solo ed esclusivamente al profitto in termini monetari non hanno interesse ad invertire i trends!

L'ecobionutrizionista ha bisogno di un bagaglio culturale articolato che comprenda una ottima conoscenza del corpo umano, della biochimica, della fisica, della biologia, dell'ecologia, della chimica, della tossicologia, della botanica. .l'ecobionutrizionista deve essere "il medico ed il giardiniere"

Nell'ottica ecobionutrizionale l'analisi terrà conto dei seguenti parametri:

1) le abitudini alimentari del paziente e della famiglia che in genere quando la si possiede determina scelte congiunte e quindi una serie di compromessi alimentari a gestione "comunitaria". Nella fase due ovvero quella delle eventuali correzioni dietetico-nutrizionali cercheremo di tenere conto per quanto possibile di questo aspetto "comunitario"attraverso una "leader sheep nutrizionale"democraticamente accettata nell'ambito della propria "comunità "(familiare in genere) la cui finalità è quella del superamento del confine individuale per divenire un nuovo modo di "mangiare"condiviso e caratterizzato da standard qualitativi elevati. Anche il lavoro, gli impegni, la disponibilità di tempo, e/o la voglia e la propensione alla preparazione del pasto giocano un ruolo fondamentale affinchè non si possa cadere in un programma nutrizionale utopico e sterile che rimane sulla carta e/o solo come un desiderio da voler realizzare in un domani che non arriva e mai arriverà.. Anche il ritorno ad una visione comunitaria ed unitaria del pasto per "riviverlo"come momento di unità familiare, di scambio, di comunicazione ovvero come un piacevole evento da godere e non da "temere", sarebbe una abitudine auspicabile e sana che purtroppo i frenetici ritmi del mondo di oggi e non solo, in molti casi hanno distrutto. A questo proposito vi consiglio una piacevole lettura del Prof. Leo Buscaglia un libro dal titolo "papà"; narrazione sincera e schietta delle abitudini di vita di una famiglia di emigranti siciliani che cercano di mantenere seppur tra mille difficoltà ed umiliazioni le proprie sane abitudini alimentari mediterranee, tra cui la ritualità del pasto come momento di unione familiare, facendole sopravvivere alle nascenti mode dei fast food. Una se pur piccolissima parte potrete trovarla anche nell'approfondimento di storia dell'alimentazione.

2) l'analisi degli apporti di macro e micronutrienti, di fibra, e quantità e qualità di grassi assunti; la prima in gran parte dei casi drammaticamente carente i secondi in gran parte dei casi sempre eccedenti. Là dove il consumo di "fast food "è frequente si rinviene anche una qualità scadente dei grassi apportati così come i precursori di acido arachidonico grande alleato di Atropo (la parca che recide il filo della vita) che sono entrambi quasi sempre in surplus. Anche della "grassezza "una volta decantata come sintomo di bellezza oggi se non altro se ne conoscono i rischi basti pensare che nel tessuto adiposo è altissima la concentrazione del fattore di necrosi tumorale. E se il corpo umano ha distribuito, non a caso, tante ambulanze proprio su questa autostrada (il tessuto adiposo, il grasso per intenderci) vuol dire che proprio su questa autostrada si assiste alla maggior parte di incidenti (delle cellule che escono di strada perchè perdono il controllo,cellule impazzite) !

A proposito di fibra osservate attentamente questo grafico: 

Nota che 7 grammi di fibra sono considerati la quantità minima di apporto giornaliero. Lenticchie, fagioli, fave, e carciofi sono, tra gli alimenti di uso comune nella dieta mediterranea, i più ricchi di fibra e ingerendo un 200 grammi variati di un loro mix si raggiunge facilmente e senza "ingozzarsi "il quantitativo consigliato di fibra.. 

by Nicola Jeva 2008 

3) la previsione sommaria dei possibili inquinanti presenti, (deduzione ottenuta dalla conoscenza della filiera produttiva) che potrebbero notoriamente creare qualche problema di salute (anche disturbi del tipo intolleranze sempre più frequenti) nell'immediato e/o a lungo termine. Si sa ad esempio quali sono gli ortaggi più "irrorati"e quindi con maggiore concentrazione residua di veleni, si hanno dati anche per la frutta e per le carni più diffuse, si sa quali sono i paesi off-shore dei quali va evitata qualsiasi derrata, i mari dei quali evitare il pescato e così via. Incrociando tutta una serie di dati si può costruire un "edificio ecologico "meno pericoloso per la salute umana. 

4) Pochi sanno ancora (spero sia un dato interessante e se non altro di riflessione) quanto sia pesante l'impatto in termini di risorse consumate e di equivalenti di Co2 prodotta (non solo dai rifiuti) che talune scelte alimentari determinano. Il grande consumo di risorse avviene durante la filiera produttiva ovvero dalla nascita alla morte di un prodotto. L ' ecobionutrizione analizza i consumi di risorse e la produzione di rifiuti e inquinanti espressi spesso in equivalenti di CO2 non solo diretti ma anche indiretti. In altre parole l'allevamento di un vitello comporta un enorme consumo di acqua - eppure non è un grande bevitore dirà il contadino - che non ha calcolato quanta acqua è stata necessaria per produrrre il foraggio di cui si nutre, per la pulizia delle stalle ecc. ecc. Sommati all'abbeveraggio che è il dato più trascurabile questi consumi danno una cifra totale d 'acqua vertiginosamente grande che si esprime come un indice, denominato impronta di acqua che esprime la quantità di acqua necessaria all'ntero ciclo di un prodotto e riferito a 100 grammi dello stesso (si parla di impronta d'acqua di una bistecca di manzo 100 grammi di essa, oppure impronta d'acqua di un petto di pollo 100 grammi di esso o di 100 grammi di lattuga ecc). 

Tutti dobbiamo ricordarci che la terra è un sistema chiuso dove ogni risorsa consumata ha bisogno di un suo tempo per rigenerarsi e che determinando un inasprimento del prelievo di risorse e della velocità con cui esse vengono prelevate (purtroppo causa ne è l'aumento vertiginoso della popolazione e degli standard di iper-consumo dei paesi emergenti) si arriverà ad una condizione di generale povertà di esse (per la mancanza del tempo fisiologico di rigenerazione). L'accesso alle risorse stesse diventerà a causa dell'aumento del prezzo (generato dalla scarsa offerta e dalla eccessiva richiesta) appannaggio delle categorie più abbienti, per cui, coloro i quali non potranno garantirsene il godimento a "colpi di denaro"dovranno conquistarsele combattendo l'uno contro gli altri per detenerne almeno una parte che possa garantir loro la sopravvivenza e/o soddisfare loro i i bisogni; come le iene che si contendono una "carcassa "nelle sterminate pianure della savana dove solo gli spazi regnano abbondanti. Pensate che in alcuni paesi dell'africa il 90% della ricchezza è detenuto dal 3% della popolazioni (in genere oligarchi) e nella "civile ITALIA "il 40% della ricchezza è detenuto dal 10% della popolazione! 

5) Un altro elemento che quasi sempre risulta eccedente è lo zucchero o meglio gli zuccheri semplici attivi negativamente sui delicati equilibri della flora batterica intestinale e la categoria degli "E " (additivi vari: conservanti, coloranti, ecc. se interessati potrete vedere l'approfondimento) presenti in tutti gli alimenti ed i cibi conservati- Alterare i delicati equilibri della flora batterica intestinale può provocare danni ingenti e/o fastidi e malesseri all'intero organismo sia a breve che a lungo termine. Ricordiamoci infatti che l'ntestino è un grandissimo produttore di anticorpi e di una miriade di sostanze che difendono l'organismo e lo mantengono in salute (linfociti, citochine, interleuchine, fattori di crescita, ormoni, modulatori, soppressori, recettori, ) tanto da meritarsi lo pseudonimo di secondo cervello. 

Oggi una quantità sempre crescente di persone causa la cattiva alimentazione ricorre ingenuamente ai lassativi facendone un uso smodato senza carpirne la pericolosità, e senza chiedersi il perchè del disturbo. Quando mi imbatto nella mia professione in simili richieste cerco sempre, soprattutto nei soggetti giovani, di far loro capire che la stipsi è la manifestazione di un disordine cui il più delle volte si può porre rimedio attraverso delle correzioni dello stile di vita, inserendo un minimo di attività fisica e modificando le proprie abitudini alimentari "in primis". Anche la panacea degli integratori è una utopia in quanto il più delle volte il paziente supportato da un professionista che preferisce vendere piuttosto che "dispensare salute "ricorre all'integratore pensando che questo possa essere una scorciatoia per arrivare alla soluzione dei propri problemi senza sacrifici di sorta. 

Una buona percentuale di coloro che si impegnano in tal senso seguendo i miei consigli nutrizionali tornano a ringraziarmi perchè affermano di "sentirsi in uno stato di benessere generale mai percepito in passato ". Perche ? 

Il sistema immunitario - e lo ripeto - ha nell' intestino un importante "centro di comando e controllo "confondere questo centro di comando intossicandolo continuamente crea profondi problemi all'organismo! Peccato che il più delle volte oggi dai più anche tra gli operatori non venga non tanto non rinvenuta la causa ma neanche cercata. Si parcellizza l'immagine dell'organismo che invece sempre dovrebbe essere visto nella sua unità, Si preferisce somministrare una pasticchetta solo per sopprimere il sintomo perchè è la strada più semplice e rapida è come salire su un treno ad alta velocità, arrivi presto ma non hai visto niente. 

Lo stato di benessere nel quale i pazienti riferiscono felicemente di essere entrati ha una profonda giustificazione scientifica: 

1) quando io faccio togliere cibi spazzatura, zucchero semplice e dolciumi ho compiuto già l' 80 % del lavoro necessario a farli entrare nel benessere e nell'equilibrio perfetto tra il delicato meccanismo di fame e sazietà . I pazienti che seguono i miei consigli - all'inizio è necessario volere, credere - non sono più famelici e smettono di spizzicare, cominciano a mangiare ad orario e senza sofferenza alcuna, digeriscono meglio, non percepiscono più senso di gonfiore. Perchè ? 

Ho agito solo variando l'alimentazione: cibi spazzatura zero, zucchero semplice zero e così dolciumi, carne quasi zero, mentre frutta di stagione, legumi, cereali, pane e pasta tutto integrale e biologico vanno incrementati. Pochissime uova* e formaggi*, e patate**, latte quasi zero*, pesce senza limiti ma pescato, soprattutto pesce azzurro.............le piccole dimensioni di alici, acciughe e sarde garantiscono una minore concentrazione dei "tossici del mare ". Il pane sempre a chicchi interi integrale, molto riso integrale e rigorosasmente biologico. Molti saranno scettici ma ora vi spiego dal punto di vista "biochimico "cosa ho fatto. Ho cambiato tipo di carburante perchè il corpo era ingolfato e non rendeva più bene; più consumava carburante e peggiore era il suo rendimento. 

L'abitudine dei più al cappuccino con due tre cucchiaini di zucchero e cornetto mattutino ed allo spuntino di un caffè con altri due tre cucchiaini di zucchero e un dolcetto a metà mattina e così via è quanto di più sbagliato si possa fare perchè lo zucchero porta un rapido innalzamento della glicemia ed a una rapida increzione di insulina necessaria per riportare i livelli di glicemia nella norma. Ciò determina nell'organismo un'altalena di alti e bassi insulinici che se protratti nel tempo avranno come conseguenza una iperinsulinemia cronica ed una leggera iperglicemia dovuta alla parziale resistenza dei recettori per l'insulina ed alla obesità. Ricordiamo che l'insulina nell'organismo ha molteplici e complesse azioni ed interconnessioni ormonali tra cui il controllo dei grassi trigliceridi e colesterolo. Spesso la iperinsulinemia cronica è accompagnata da ipertriglicedidemia e da un abbassamento della proteina Shbg che lega gli ormoni sessuali regolando il delicato equilibrio tra ormoni sessuali liberi pronti all'azione sui tessuti bersasglio e quelli inattivati dal legame e da un analogo abbassamento della proteina legante il fattore di crescita insulino simile che nell'adulto ha esaurito il suo ruolo di stimolare la crescita. Inoltre lo zucchero altera l'equilibrio della flora batterica intestinale produttrice di tutte quelle sostanze sopra menzionate; la sottrazione di questo infatti fa tornare il motore "brillante ".

Anche l'umore subisce generalmente un miglioramento non indifferente spegabilissimo in termini biochimici. Non ci soffermeremo sui meccanismi data la complessità dell'argomento. Chi vorrà saperne di o più potra scivermi o contattarmi. 

* latte, uova, carne e tutti gli alimenti proteici ad eccezione del pesce determinano una stimolazione dell'increzione insulinica e stimolano i fattori di crescita, peggiorano la resistenza insulinica da parte dei recettori e favoriscono aumentando l'acido arachidonico la sintesi delle prostaglandine "cattive ". insulina zioni metaboliche.

** le patate similmente allo zucchero, al riso bianco ed alle farine bianche ed ai loro derivati determinano un picco glicemico. Una recente scoperta a favore delle patate! Una recente ricerca canadese ha messo in evidenza un alto contenuto di flavonoidi proprio nelle patate. E' noto che i flavonoidi esplicano una azione antiox molto potente. 

Una dieta ricca di vegetali, legumi, frutta di stagione, cereali integrali in chicco (ricco di antiox ed olii) verdura e pesce garantisce l'apporto di tutti gli amminoacidi essenziali*** di cui l'organismo ha bisogno ha un effetto positivo sui processi infiammatori per una diminuzione della sintesi delle prostaglandine infiammatorie, ed un effetto negativo sulla produzione dei fattori di crescita il che si concretizza anche in un minor rischio di tumori. 

Lo stimolo della fame dopo il riequilibrio glicemico ed insulinico tornerà ad essere fisiologico (infatti gli alimenti da noi scelti pasta compresa garantiranno un rifornimento di glucosio nel sangue lento e graduale senza picco glicemico e picco insulinico) , la flora batterica intestinale tornerà ai suoi equilibri, come pure il transito intestinale e così entreremo in uno stato di benessere globale e contribuiremo diminuendo - per quello che è in nostro potere - anche il rischio di malattie degenerative - infiammatorie e tumori- avremo un corpo più leggero e più armonico e più entusiasmo nella vita. 

*** gli aminoacidi essenziali: leucina, treonina, isoleucina, lisina, triptofano, fenilalanina, metionina. 

Il rapporto TRIGLICERIDI / col HDL:s econdo fonti attendibili sarebbe importantissimo per la salute mantenere questo rapporto su dei valori minori di due 

TRI / HDL < 2- 

Essendo detta teoria piuttosto recente mancano dati a lungo termine che ne suffraghino definitivamente la fondatezza. 


Capitolo 2: genetica e nutrizione 

Già da vari decenni si è cominciato a parlare di variabilità individuale nei confronti del cibo. Così come esiste una variabilità individuale nei confronti dei farmaci potrebbe esistere anzi esiste anche nei confronti dei cibi che altro non sono che complessi, surrogati di milioni di molecole; ogni cibo è chimica complessa. 

"Fa' del cibo la tua medicina e fa' che la medicina sia il tuo cibo"  Ippocrate 

"dimmi che mangi e ti dirò chi sei "fu un espressione coniata da colui che seppur empiricamente si accorse che l'alimentazione può diversificare alcuni parametri; nell'ambito della salute alcune malattie piuttosto che altre, nel carattere alcuni tipologie piuttosto che altre . Ovvero si creano delle vere e proprie "tipologie". 

Queste tipologie nascono da una reciproca influenza; i geni influenzano alcune scelte alimentari, e tutti i meccanismi individuali che successivamente alla scelta ALIMENTARE presiedono al CATABOLISMO E METABOLISMO con dei meccanismi estremamnete complessi sui quali per ora non ci soffermeremo, così come le abitudini nutrizionali assimilate e/o create anche mediante l'infliuenza dei fattori socio-ambientali in cui l'individuo si sviluppa a loro volta possono esercitare una influenza sui geni. 

Già Peter D'adamo intuì prima che le tecnologie permettessero di sequenziare il genoma che ogni gruppo sanguigno reagisce alla varietà molecolare del cibo in maniera differente! 

Ricordiamo che il gruppo sanguigno è una espresssione genica! Non c'è da stupirsi che ciò accada. I quattro gruppi sanguigni A B AB 0 sono frutto di una espressione genica diversa. Anche dal punto di vista evolutivo ciascuno presenta una età diversa. Il gruppo 0 è il più antico. 

Un esame immunologico rivela differenze sostanziali tra gli individui con gru differenti, tanto che il sangue di un individuo si può trasfondere in un altro individuo solo se in chi riceve non vi sia incompatibilità anticorpale. Sono compatibili i gruppi omologhi ed il gruppo 0 che essendo sprovvisto di gruppo antigenico funge da donatore universale. 

Quanto detto è una grossolana sintesi necessaria per dare una idea: un pò come la casa il giardino e l'albero dipinti dal bambino piccolo. L'approfondimento che segue potrà essere a discrezione del visitatore letto o saltato a seconda delle proprie curiosità. 

Approfondimento; sangue e sistema immunitario 

l'argomento è estremamnete complesso. Un professore americano di una nota universita dedica due libri all'argomento destinati a specializzandi universitari. Biologi, medici e ricercatori vi hanno dedicato la vita! 

Cercherò di fare una sintesi che possa essere comprensibile ai piu' con la speranza e l'impegno di essere chiaro. 

Già dalla vita intrauterina inizia la storia del sistema immunitario un vero e proprio esercito costituito da soldati con specializzazioni diverse il cui compito è quello di difendere l'organismo in caso di attacco: gli eserciti che possono aggredire il nostro organismo sono virus, batteri, tossine.

Il timo ha pure la capacità di scovare nel proprio esercito le spie ed i traditori che potrebbero attaccare gli amici. Una volta scoperti li elimina. 

In questo modo vengono selezionati solo soldati sicuri ovvero quelle cellule che riconosceranno senza ombra di dubbio il nemico, l'intruso, senza possibilità di errore. 

Nel grande esercito esistono difensori semplici che vanno rapidamente all'attacco con i propri mezzi contro il nemico che avanza e dei difensori sofisticati ed altamente specifici che studiano con razionalità ed un pò di lentezza il nemico costruendo trappole specifiche per estinguerlo (anticorpi) I primi costituiscono le difese aspecifiche e sono: una parte del complesso sistema chiamato complemento costituito da molecole proteiche, i macrofagi. leucociti, cellule connettivali. granulociti linfociti ecc. 

I secondi i costruttori di trappole specifiche sono i cosidetti anticorpi prodotti dalle plasmacellule derivanti queste ultime dai linfociti b. tale differenziazione avviene nei laboratori del sistema linfatico ed il processo si avvia col segnale di allarme dato dal radar dei linfociti b. Una volta pronto l'anticorpo inizia il secondo attacco contro gli invasori. 

Ogni soldato nemico (antigene) viene presentato all'anticorpo il quale lo incatena a sè e lo immobilizza permettendo così che altri soldati si muovano per "farlo fuori ".



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Ultimo aggiornamento: 17:15 - 06/08/2018
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